canazei.com

Scopri il territorio

Benvenuti tra le Dolomiti! Visita Canazei, il gioiello della Val di Fassa.

La rinascita ladina

1833

Il sacerdote badiotto Nikolaus Bacher (Micurà de Rü) scrive la prima grammatica ladina, che purtroppo rimarrà manoscritta fino a tempi recenti.

Ė il primo tentativo di codificare una lingua scritta comune per tutte le valli ladine.

Nella seconda metà dell’Ottocento si assiste ad un risveglio della coscienza ladina: protagonisti sono soprattutto sacerdoti, letterati e intellettuali.

1870

Per iniziativa di un gruppo di seminaristi e chierici, si costituisce a Bressanone l’associazione politico-culturale “Naziun Ladina”.

1873

Graziadio Isaia Ascoli pubblica i ‘Saggi Ladini’, opera fondamentale che riconosce il ladino come sistema linguistico a sé stante. L’area linguistica ladina viene individuata anche da altri glottologi, come Christian Schneller e Theodor Gartner.

In quegli anni l’irredentismo trentino e il nazionalismo pangermanista si contendevano aspramente l’egemonia sul Tirolo meridionale e sulle valli dolomitiche. In quel contesto anche la comunità ladina giunse a maturare pienamente la coscienza della propria identità.

1905

Viene fondata a Innsbruck la “Union Ladina”, prima organizzazione pan-ladina, che si propone “l’unificazione di tutti i ladini viventi nel Tirolo”. Nasce “L’amik di Ladins”, primo periodico ladino, nel quale tra l’altro si sperimenta una grafia unica per tutti gli idiomi ladini.

Nel 1911 esce il primo “Kalënder de Gherdëna” che nel 1913 diviene “Calënder ladin”. L’elaborazione del ladino come lingua scritta “per il popolo” diventa un obiettivo prioritario. Il fassano Hugo de Rossi raccoglie sistematicamente i documenti della tradizione orale fassana, compila un dizionario e abbozza una grammatica del ladino di Fassa.