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Benvenuti tra le Dolomiti! Visita Canazei, il gioiello della Val di Fassa.

Turismo

Prima dell’avvento del turismo l'economia della val di Fassa si basava prettamente su attività silvo - pastorali: lavoro nei campi, allevamento del bestiame e sfruttamento dei boschi. Tutto quello che veniva prodotto era destinato all’auto-consumo e i contatti con i territori limitrofi erano scarsi a causa delle poche vie di comunicazione. La vita economica e sociale era scandita dalle stagioni e si svolgeva nell’ambito delle vicinie, nuclei originali degli odierni paesi e frazioni.

Le scarse risorse non garantivano il sostentamento e negli ultimi decenni dell'Ottocento la valle fu soggetta a fenomeni di emigrazione temporanea: le genti fassane si spostavano nelle terre economicamente più solide dell’Austria e della Baviera.
L'occupazione primaria rimaneva quella agricola. La valle infatti, come anche la restante zona dolomitica, era quasi sconosciuta al resto del mondo e solo nel corso del secolo si manifestarono le premesse per il grande cambiamento economico.

Dopo i primi studiosi giunti in valle spinti da interessi scientifici, in particolare geologi e mineralogisti, cominciarono ad arrivare infatti sempre più frequentemente ricercatori interessati alla botanica e alla lingua del posto, e queste frequentazioni stimolarono la realizzazione delle prime strutture recettive. 

Nella seconda metà dell’Ottocento all’interesse degli studiosi si affiancò quello dei viaggiatori e degli esploratori, in particolare inglesi. Anche il turismo iniziò a prendere piede e i fassani cominciarono a trasformarsi in estate in guide alpine e portatori. Tale attività divenne con il tempo un fenomeno su scala generale, tanto che le autorità governative locali intervennero per disciplinarne l’operato. L’interesse nei confronti della regione cresceva sempre più grazie anche allo sviluppo della linea ferroviaria tedesca ed italiana Venezia - Monaco.

Tra il 1800 e il 1900 la Val di Fassa diventò il centro di numerose imprese alpinistiche, nacquero i primi rifugi ed alberghi per dare ristoro agli alpinisti, e le iniziali case di legno vennero sostituite ben presto da costruzioni più solide. Si aprirono i primi sentieri, le prime vie alpinistiche e si costruirono le prime vie ferrate. I collegamenti furono agevolati grazie alla costruzione della Grande Strada delle Dolomiti inaugurata nel 1909.

Con la Prima Guerra Mondiale si pose un freno allo sviluppo turistico e la Valle di Fassa attraversò un periodo di miseria. Dopo la guerra il territorio ladino entrò a far parte del Regno d’Italia ed il flusso dei turisti inglesi e tedeschi calò fino a quando negli anni '20 e '30 si diffuse la passione per lo sci, nacquero le figure del maestro di sci e della guida alpina.

Solo con il secondo dopoguerra si ebbe il vero boom turistico che vide divenire la valle ambita meta di vacanze invernali ed estive. Oggi il turismo rappresenta la prima risorsa economica e fa della Val di Fassa la prima località del Trentino per arrivi.