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La crisi napoleonica

1809

I Tirolesi si sollevano in massa contro l’occupazione napoleonica. Guida e ispiratore della rivolta antifrancese è Andreas Hofer, l’oste della Val Passiria. In un mese il Tirolo viene liberato. Già nel 1797 la popolazione di Spinges, guidata dalla ladina Catarina Lanz, si era ribellata agli occupanti francesi.

Anche le milizie territoriali di Fassa partecipano alle 'guerre di liberazione': si consolida così l’identità etnico-linguistica dei Ladini e il senso di appartenenza alla ‘patria tirolese’.

1810

Dopo la repressione dei moti tirolesi, le valli ladine vengono divise tra i regni napoleonici di Baviera e d’Italia. Questa soluzione, che assegna le valli ladine a Stati e distretti diversi, crea un precedente per la tripartizione attuata dal fascismo e ancor oggi vigente.

1813

Con la vittoria degli austriaci sui francesi tutti i Ladini tornarono sotto l’Austria, ma la ripartizione delle valli ladine in diversi distretti amministrativi viene confermata.

La valle di Fassa verrà aggregata al Circolo di Trento nel 1817, mentre l’anno successivo la Pieve di Fassa sarà assegnata alla Diocesi di Trento, recidendo un legame millenario con Sabiona-Bressanone.

1815

Il governo austriaco restaurato conferma l’abolizione delle “Regole”, imposta da Napoleone nel 1808. Viene così sancita la fine della secolare autonomia propria della Comunità di Fassa.