canazei.com

Scopri il territorio

Benvenuti tra le Dolomiti! Visita Canazei, il gioiello della Val di Fassa.

Il ladino

Il termine “ladino” deriva palesemente da “latinus”, la lingua parlata dagli antichi Romani, i quali nel momento di massima espansione del loro Impero giunsero a conquistare anche l’arco alpino (Guerra Retica 15 a.C). 

La lingua dei Romani penetrò nelle regioni delle Alpi centro-orientali in maniera non omogenea – in tempi e con modalità differenti – venendo a contatto con le popolazioni indigene che gli storici romani designavano con il nome collettivo di “Reti”.

Il latino volgare parlato dalle truppe dei soldati Romani si mescolò con le parlate delle popolazioni locali, dando origine al ladino.

Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, a partire dal VI secolo d. C., il territorio fu interessato dal passaggio o dalla presenza di popolazioni di stirpe germanica provenienti dall’Europa centrale (ostrogoti, franchi, longobardi, burgundi, baiuvari) che a loro volta introdussero nelle dinamiche linguistiche locali non pochi elementi delle proprie lingue d’origine.

I diversi elementi linguistici si sono variamente sedimentati nelle parlate ladine e ancora oggi se ne ha testimonianza in molte parole d’uso comune. Oggi il ladino viene parlato, nelle sue diverse varianti, in tre aree: nel Cantone dei Grigioni in Svizzera, nell'area “ladina dolomitica" e in Friuli - Venezia - Giulia, ed è riconosciuto come lingua minoritaria in 54 comuni divisi tra Trentino e Veneto.

In Val di Fassa la lingua si divide in tre varianti: moenat parlato dagli abitanti di Moena, brach nella zona centrale che va da Soraga a Mazzin ed il cazet parlato nell’alta valle fino a Penia. Il ladino viene utilizzato quotidianamente nella vita sociale, nei documenti istituzionali, insegnato nelle scuole e trova spazio all’interno dei media locali grazie anche al lavoro portato avanti dall’Istituto ladino Majon di Fascegn.

Nelle cinque valli, Gardena, Badia, Fassa, Ampezzo e Livinallongo, si parlano varietà geografiche differenziate, che tuttavia permettono (pur con qualche difficoltà) la comprensione reciproca dei parlanti.